ACI & Vaša Pošta

Anche quest’anno, per la seconda volta, l’ACI ha organizzato, in collaborazione con la fondazione “Vaša pošta” (La Vostra Posta), la gita in barca per i ragazzi degli orfanotrofi della Regione litoraneo-montana, di Pola e di Karlovac, con ciò che in quest’occasione sono stati ospitati anche i bambini assistiti nella Casa di San Giuseppe di Hrvatski Leskovac.

Gli allegri e curiosi gruppetti di ragazzi hanno incominciato ad arrivare all’ACI marina Opatija di Icici nelle ore mattutine.

Una volta radunati, li abbiamo vestiti con le magliette da “velisti”, abbiamo fatto merenda e scattato le foto di rito, tra le allegre risate e il brusio dei giovani assistiti, ma anche dei donatori, degli sponsor, degli insegnanti, dei genitori adottivi e soprattutto di Katarina Pišković, gaia suora carmelitana del Sacro Cuore di Gesù che ha accompagnato gli assistiti della Casa di San Giuseppe di Hrvatski Leskovac.

Era bello vedere i volti sorridenti dei ragazzi e sentire la positiva atmosfera che si spandeva per il marina, ma anche la carica emotiva e l’impazienza di provare la nuova esperienza dell’andare a vela. Ci siamo imbarcati sulle JOD 35, celebri e veloci barche sulle quali per anni si sono cimentati i migliori velisti del mondo nella regata ACI Match Race Cup. Questa volta però le imbarcazioni non erano in funzione delle gare, bensì della bontà e dell’umanità. Che peccato che le barche non possano parlare…

E così siamo partiti… dapprima a motore perché non c’era vento, poi facendo rotta verso il mare aperto per trovare qualche raffica. Spegniamo il motore, issiamo le vele, prendiamo il vento… silenzio… pace… quiete… le barche leggermente scivolano verso le immensità dell’azzurro… siamo lontani dalla costa, la civiltà s’intravvede appena in lontananza… Fiume, Abbazia, Icici.

A bordo un silenzio assoluto… uno choc positivo, direbbero gli esperti di vela.

Ma allora iniziano le grida dello skipper: “virata!, prendi la scotta, cazza, cazza!!! Spostatevi a sinistra, attenti alla testa, attenti alla testaaa!!! Tutti si spostano in fretta, saltano da una parte all’altra delle corde all’apparenza aggrovigliate e si sistemano sull’altro lato della barca seguendo i comandi dello skipper per prendere nuovamente il vento e gonfiare le vele. Gli skipper insegnano ai ragazzi come muoversi sulla barca, come lavorare con le corde, il verricello, come stare in sicurezza facendo soprattutto attenzione al boma che ti può colpire sulla testa… Tutti ascoltano attentamente ed eseguono ciò che lo skipper dice loro.

Navighiamo così nel Quarnero trasferendoci da un lato della barca all’altro ogni qualvolta lo skipper comanda la manovra.  Sulle barche regna l’allegria. Dopo la manovra ben eseguita si ritorna ad ascoltare il suono del silenzio.

Arriva l‘ora di pranzo, facciamo lentamente ritorno all’ACI marina a Icici. Sia i ragazzi sia gli adulti saltano ora dalla barca sui pontili con maggiore sicurezza, inebriati un po’ dal sole e dal mare, tanto che sui moli ci sono alcuni attimi d’insolito silenzio. Ben presto segue però un’esplosione d’impressioni, commenti, risate, allegria. È stato proprio bello! Tutti, ma proprio tutti, hanno il sorriso sul volto.

Il pranzo trascorre veloce tra risate e ringraziamenti e alla fine ci accomiatiamo in allegria con il saluto: “L’anno prossimo naturalmente, andiamo di nuovo in barca”!

Cos’è la fondazione “Vaša pošta”

In Croazia ci sono 30 case per bambini e adolescenti senza famiglia. Considerate le circostanze di vita, la maggioranza degli assistiti al compimento del diciottesimo anno d’età deve incominciare la vita in proprio, il che, senza l’aiuto della società e un impiego garantito, rappresenta per loro una grande sfida.

Le Poste croate hanno creato nel 2010 la fondazione “Vaša pošta“ per aiutare questi ragazzi a intraprendere la vita in proprio e assicurare loro un sostegno finanziario durante questo difficile periodo.

ACI S.p.A. nel ruolo di sponsor della Fondazione sostiene attivamente questa lodevole iniziativa della Poste croate, pagando le polizze di assicurazione sulla vita in nome dei ragazzi. Le somme raccolte vengono poi corrisposte agli assistiti quando lasciano le case famiglia come una specie di rendita che permette loro di coprire le essenziali spese di vita fino al momento in cui trovano un lavoro.

Finora ACI S.p.A. ha aiutato cinque ragazzi cresciuti nelle case per bambini e adolescenti senza famiglia che hanno incominciato autonomamente il loro percorso di vita.

 

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